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Parliamo dei censori

Parliamo dei censori.
Le sue idee non sono basate su considerazioni logiche, ma su preconcetti non dimostrati.
Se così non fosse, non si sottrarrebbe al contraddittorio.
Quando parla (sempre rigorosamente male) delle idee della controparte, non essendo chiaramente in grado di rispondere con toni e motivazioni convincenti, ricorre ad insulti, querele, denunce; invoca processi, arresti e censure.

Se i censori avessero davvero ragione, avrebbero davvero bisogno della censura? Non basterebb smontare una per una le tesi contrarie, con ragionamenti convincenti e ineccepibili, fondate su basi scientifiche?

Chi censura ha chiaramente bisogno di zittire le tesi contrarie alla propria, per evitare che chiunque, leggendole, si renda conto delle debolezze delle tesi di chi censura e dei punti di forza (o quantomeno ragionevolmente convincenti) di chi è censurato.

Un esempio di censore del ventunesimo secolo è tal M.F. (non dirò il nome completo perché davvero non si merita così tanta pubblicità), personaggio pluripremiato dalle forze dell'ordine (e già questo…) nonché in continui rapporti (certo non da indagato) con una certa procura del nord Italia, comparso in numerose trasmissioni televisive e già protagonista di una querela contro un altro blogger scomodo finita stranamente sul tavolo di una PM amica della sua associazione (e richiamata più volte dal CSM) che NON si occupa, normalmente, di reati banali come le querele.

Nella giornata di oggi, sul suo blog personale, una utente ha mandato un commento con un copia e incolla da un articolo apparso su una rivista a distribuzione nazionale nello scorso giugno (Donna Moderna), che le è stato prontamente censurato dopo neanche mezz'ora dal post.

Le motivazioni della censura addotte dal proprietario del blog, sono le seguenti (il grassetto è mio):

per XXXXX
perdona ma tal eintervista piena di cose allucinanti qua non ci deve stare, pèertanto abbiamo tolto il tuo post.
[…] scusa ancora, am siamo certi capirai che non si deve ion alcun modo pubblicizzare spazzatura. sarebbe come se in un sito sull'olocausto si postasero decine di articoli di stampo "negazionista"……tutti ovviamente firmati da "massimi esperti" (sic).

M.F. non avrebbe potuto smentire riga per riga l'articolo, se lo riteneva così sbagliato?

L'inizio del commento censurato era

vi trascrivo un articolo apparso sulla rivista DONNA MODERNA del 27 giugno. L'articolo si intitola: "PEDOFILIA: E' SEMPRE VERO ALLARME O C'E' ANCHE UN PO' DI FOBIA?". Ed è una intervista rivolta alla docente di psicologia cognitiva applicata all'indagine giudiziaria in America e Gran Bretagna

Ma si sa, il nostro non si spreca a rispondere punto su punto… non si sa mai che un articolo del genere dovesse far sorgere qualche dubbio.

PS L'avevo detto che sono una voce scomoda.