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Aggiunti testi scomodi e invito a commentare

Mentre alcuni ignobili e orribili personaggi continuano la loro incoerenza e ridicolaggine [*], qui continua l'opera lunga e tortuosa di controinformazione, che certamente ha bisogno, vista l'ignoranza dilagante, di qualcosa di un po' più corposo e convincente delle mie parole al vento.
Per questo motivo sono stati aggiunti (e certamente non saranno gli unici), nella sezione risorse, diversi testi. Testi che, per un motivo o per un altro, non sono più disponibili in libreria (però nelle biblioteche sì, se volete verificare quindi potete); pertanto non crediamo di far torto a nessuno permettendo a chi non ha avuto la possibilità di acquistarli di leggerli ugualmente.
I file sono ovviamente liberamente ridistribuibili ed è anzi altamente consigliato che ne facciate delle copie e le mettiate sui vostri siti, sui vostri blog, sui p2p eccetera. Questo è un invito rivolto particolarmente (ma non solo, ovviamente) ai tanti che avevano già mirrorato ovunque "Operazione: Pretofilia".
Se avete testi scomodi da sottopormi, commentate pure e segnalatemeli. La controinformazione è partita ma ha bisogno anche di voi. "Uno su mille ce la fa", cantava Gianni Morandi qualche anno fa, ma gli italiani sono 55 milioni…

[*] In uno degli ultimi suoi post M.F. (del quale è difficile non parlare vista la sua visibilità mediatica che va ben oltre la rete) afferma "Non mi sono ancora espresso sul caso don Gelmini, né lo farò. Mi fa troppo schifo, sia il parlarne che l’ennesimo contorno"; intenzione ammirevole una volta tanto, tuttavia poco dopo aggiunge nello stesso post, dopo aver elencato i suoi (di M.F.) trascorsi a contatto con giovani tossicodipendenti: "Caro don Gelmini o: ci faccia un piacere. Si difenda come vuole e con chi vuole (ammantando telegrammi di solidarietà ed avvalendosi dello stesso legale che difende gli indagati di Rignano Flaminio), ma eviti certe sparate che non fanno bene a nessuno. Tantomeno a lei. Ed ai ragazzi che dice di aiutare": la coerenza fatta persona, del resto lo sapevamo che M.F. fosse fatto così (male), e questo suo ennesimo autogol non ne è altro che l'ennesima dimostrazione di cosa fosse per chi ancora non ci credeva…

{ 5 } Comments

  1. alessandro | November 4, 2007 at 7:53 am | Permalink

    Ciao,

    vorrei una tua opinone, da esterno ai fatti, al battage mediatico su tale storia.

    Il link che prefrisco perchè è uno spazio ancora equilibrato tra accusa e difesa è questo http://www.02blog.it/post/2025/l%e2%80%99adepta-di-una-psico-setta-si-racconta

    Se volete dilettarvi con incomprensibili aggressività e conseguente meno oggettività suggerisco:
    http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_mostra.php?id=155444

    Grazie e ciao

  2. Marco | November 5, 2007 at 8:50 pm | Permalink

    Ciao, volevo dirti che da un mese e mezzo sto cercando di scaricare “Emilio pervertito” (in tutti i formati) ma non mi esce nulla pur avendo l’ultima versione di adobe. Com’è possibile?

  3. LVS | November 23, 2007 at 3:53 pm | Permalink

    Anzitutto chiedo scusa del ritardo a entrambi.

    Per Alessandro: quello che mi hai linkato, di cui confesso non ero a conoscenza, è molto grave ma non mi stupisce vista l’attuale condizione italiana. La libertà di pensiero e di manifestazione di esso ha senso proprio se tale pensiero va contro quello che invece pensa la stragrande maggioranza delle persone. La Costituzione nasceva infatti dopo la caduta del fascismo, durante il quale solo chi era d’accordo col regime poteva manifestare il proprio pensiero, e chi non era d’accordo o mentiva per salvarsi la pelle (come avviene oggi) o subiva torture e pene di ogni tipo (come avviene oggi).
    Anche se il fascismo è stato abolito, questa mentalità da parte delle istituzioni, delle forze dell’ordine e di molti magistrati è rimasta. Si può dire e pensare solo quello che fa comodo al potere, e per potere non intendo tanto destra o sinistra, ma lo Stato in sé e per sé. Qualunque cosa, pensiero o persona vada a minarne le fondamenta, o a mostrare le debolezze del “sistema Stato” (che non è peggiore -ma neanche migliore- di ben altri “sistemi”), viene etichettata come sovversiva o terroristica quando invece andrebbe etichettata come rivoluzionaria e liberatoria.
    La Rivoluzione Francese, ma anche i movimenti Partigiani, dovrebbero insegnarci che spesso la ragione è dalla parte che lo Stato indicherebbe come parte del torto. E i cittadini, che sono in realtà loro che dovrebbero comandare in una democrazia e non certo le “forze dell’ordine (precostituito)” oppure i politici, dovrebbero prendere le redini in mano e far cambiare, in qualche modo, la situazione. Ma questo in Italia non può avvenire, perché sono ben pochi gli italiani disposti a fare una cosa tanto importante quanto grave per chi attualmente comanda.
    Altri Paesi, decisamente più civili dell’Italia, hanno più a cuore la libertà d’espressione, rispetto alla stragrande maggioranza degli italiani che invece dovrebbero averla bene in mente visto tutto il periodo per cui gli è stata negata. La danno per scontata quando non è affatto così, e l’articolo che hai linkato ne è un’ennesima dimostrazione. Senza arrivare ad esempi di Paesi civili come l’Olanda, possiamo andare a guardare persino gli Stati Uniti, che con tutti i problemi che hanno (e sono tanti), rispettano le opinioni minoritarie meglio dell’Italia. Non molto meglio, precisiamo, ma meglio. Per intenderci, una cosa come quella che hai linkato, negli USA non sarebbe mai potuta accadere perché lì il Primo Emendamento è qualcosa di assoluto ed intoccabile, e mentre in Italia l’articolo 21 della Costituzione è stato violato dalle leggi civili e penali senza che nessuno (o quasi nessuno) muovesse un dito per farlo notare e chi l’ha fatto è stato accusato e condannato proprio grazie a quelle leggi incostituzionali, lì tantissime leggi NON sono passate proprio perché è stato fatto notare che andavano contro il Primo Emendamento.

    Per Marco: sei sicuro? Dalla pagina http://la-voce-scomoda.noblogs.org/…ibri-scomodi devi cliccare una prima volta sulla versione che vuoi scaricare, quindi devi cliccare una seconda volta e se hai qualche estensione strana con Firefox (tipo PDF Downloader) devi ricordarti di bypassarla almeno al primo click.
    Ad esempio dal primo click versione web arrivi a http://la-voce-scomoda.noblogs.org/…28web%29.pdf
    E quindi accedi al pdf andando a
    http://la-voce-scomoda.noblogs.org/…28web%29.pdf
    Questi sono comunque i link diretti dei tre pdf.
    1) Versione ottimizzata per visualizzazione online:
    http://la-voce-scomoda.noblogs.org/…28web%29.pdf
    2) Versione per la stampa su fogli A4:
    http://la-voce-scomoda.noblogs.org/…%20A4%29.pdf
    3) Versione per la stampa su fogli A5 (o meglio su fogli A4 divisi in due):
    http://la-voce-scomoda.noblogs.org/…%20A5%29.pdf
    Fammi sapere (attraverso i commenti) se questi ultimi 3 link ti funzionano. Se invece di andare visualizzi una pagina bianca, prova a cliccarci sopra col tasto destro e a scegliere “salva con nome”, e quindi aprili offline con adobe acrobat. Comunque, se visualizzi una pagina bianca, hai qualche problema nel plugin di adobe o magari non l’hai mai installato.

    Grazie a entrambi per il commento.

  4. Marco | December 29, 2007 at 1:33 pm | Permalink

    Ciao, volevo dirti che adesso riesco a scaricare i testi. A proposito di libri scomodi, anzi scomodissimi, da decenni fuori catalogo, che ne diresti di mettere online una versione scaricabile de “L’infanzia al maschile” di Tony Duvert? Non è stato più ristampato dal 1982!..

  5. LVS | December 30, 2007 at 1:52 am | Permalink

    Ciao Marco. Purtroppo il testo che citi è (insieme a un altro testo di Schérer) ancora più difficile da trovare dell’Emilio Pervertito (che già è una rarità non da poco). Se tu riesci ad avere accesso a una copia potresti magari fare tu la scansione (anche senza fare l’OCR, poi a quello ci posso pensare io).
    Se riesco a trovarla, o se me la metti online, sicuramente finirà nello spazio dei libri scomodi.

    Buon anno, con l’anno nuovo dovrei fare un po’ più aggiornamenti in questo blog, non l’ho abbandonato, tranquillo.